Documenti tecnici dell’ASOIM in merito al nuovo Calendario Venatorio Regionale
![](https://www.asoim.org/wp-content/uploads/2023/08/Codone_Foto_Maurizio_Fraissinet-1024x682.jpg)
A seguito della pubblicazione sul BURC del Calendario Venatorio Regionale della Regione Campania, l’ASOIM ha predisposto due documenti tecnici che derivano dalla nostra lunga e intensa attività di monitoraggio dell’avifauna. Un’attività che non è solo finalizzata alla ricerca scientifica ma che trova applicazione anche nel campo della conservazione della natura. I documenti sono finalizzati ad inserire la foce del Bussento nell’elenco delle zone umide della Regione Campania e a chiedere l’interdizione della caccia al Codone in Campania stante i valori numerici molto bassi della popolazione svernante e migratrice in Campania. Scarica i documenti: ASOIM_Foce_Bussento.pdf e ASOIM_caccia_al_Codone.pdf
14° Night and Day ASOIM – 17 e 18 giugno 2023
![](https://www.asoim.org/wp-content/uploads/2023/06/14_Night_and_Day_ASOIM_Valle_del_Fortore-.jpg)
Il 14° Night and Day dell’ASOIM si è tenuto il 17 e 18 giugno nella Valle del Fortore, in provincia di Benevento. Si è fatto carico dell’organizzazione Camillo Campolongo, alla sua quarta esperienza come organizzatore di Night and Day. E anche questa volta l’organizzazione è risultata perfetta sia nella scelta dei territori da indagare sia nella logistica. Abbiamo alloggiato in un bell’agriturismo, cenato bene e pagato davvero poco. Per non parlare poi del pranzo finale nella casa di campagna di Luigia e Camillo a Molinara. Molto bene organizzata anche l’individuazione dei singoli punti di sosta per le osservazioni. Un lavoro fatto a tavolino da Filippo Tatino e Camillo Campolongo che ci ha permesso di seguire bene gli itinerari proposti e che, essendo stato studiato meticolosamente, ci ha portato a visitare sia i diversi ambienti presenti nei quadranti UTM di 10 Km dell’Atlante regionale, sia di effettuare sopralluoghi che comportassero una buona copertura del quadrante stesso. Siamo riusciti in tal modo ad effettuare rilevamenti in 11 quadranti. Alcuni di questi erano completamente privi di dati prima del Night and Day. Va aggiunto, e non è un particolare secondario, che abbiamo visitato territori bellissimi. Paesaggi selvaggi con colline ricoperte da un mosaico di ambienti: oliveti, vigneti, boschi di cerro, campi coltivati a graminacee. E poi i fiumi che scorrono nelle vallate: Fortore, Tammaro, Tammaricchio. Qualche laghetto artificiale e gradevolissimi paesini arroccati sulle colline con centri storici suggestivi. Abbiamo partecipato in 10 e abbiamo potuto formare quindi 4 squadre: Annamaria Cafieri, Camillo Campolongo, Christian Chandellier, Bruno Dovere, Maurizio Fraissinet, Patrizia Loffredo, Luca Nelisio, Sergio Tanga, Filippo Tatino, Daniela Truocchio. I risultati ottenuti sono stati davvero lusinghieri e importanti. Abbiamo registrato la presenza di 81 specie più una in dubbio (Zigolo giallo). Per quanto attiene i rapaci abbiamo visto complessivamente 10 Falchi pecchiaioli, 5 Nibbi bruni, 9 Nibbi reali, 2 Bianconi, 23 Poiane, 11 Gheppi e 1 Falco pellegrino. Uno degli obiettivi della spedizione era la ricerca della Cicogna nera. Negli ultimi anni si erano fatte sempre più frequenti le osservazioni di individui nell’area del Fortore e del Tammaro e abbiamo quindi voluto organizzare il Night and Day in queste località anche per indagare meglio la situazione. L’abbiamo osservata 3 volte e di sicuro gli individui visti, anche se in diverse situazioni, erano 2. Matteo Caldarella, ornitologo pugliese, il 17 giugno, in contemporanea e in accordo con noi, ha visitato i territori pugliesi attraversati dal fiume Fortore ma posti dall’altro del confine regionale, e ha visto altri individui. Gli ambienti indagati sono idonei per la riproduzione della specie e a questo punto riteniamo probabile la nidificazione in Campania di una seconda coppia ed è probabile che un’altra coppia (anch’essa nuova) nidifichi in Puglia. Ora tutti al lavoro per mettere su carta i tanti dati raccolti, sistemare le tante foto e ritornare con la mente ai tanti posti belli visti, alle risate e alla gioia dello stare in natura e insieme. Un grazie anche a Matteo Caldarella che, dall’altro lato del confine, ha fornito il suo contributo e un grazie ancora più grande a Christian Candellier che ogni anno ci raggiunge dalla Francia per partecipare ai nostri Night and Day e fornire un contributo preziosissimo. Di seguito la check-list delle specie osservate: Oca domestica 4 Germanati 2 Quaglia Fagiano comune Rondone comune Colombo domestico Colombaccio Tortora selvatica Tortora dal collare Cormorano Tuffetto 1 Gallinella d’acqua 1 Garzetta 3 Airone cenerino 3 Cicogna nera 3 Piro piro culbianco 1 Assiolo Civetta Falco pecchiaiolo 10 Poiana 23 Nibbio bruno 5 Nibbio reale 9 Biancone 2 Upupa Gruccione 4 Picchio rosso maggiore Picchio rosso minore Picchio verde Gheppio 11 Falco pellegrino 1 Ghiandaia Taccola Cornacchia grigia Gazza Averla piccola Averla capirossa Rigogolo Rondine Balestruccio Allodola Cappellaccia Tottavilla Calandrella 1 cp Scricciolo Cinciarella Cinciallegra Cincia bigia Luì piccolo Fiorrancino Usignolo di fiume Beccamoschino Cannaiola 1 Capinera Sterpazzola Sterpazzolina Codibugnolo Rampichino Picchio muratore Pigliamosche Storno Merlo Tordela Pettirosso Usignolo Codirosso comune Codirosso spazzacamino Saltimpalo Culbianco Passera d’Italia Passera mattugia Passera lagia Ballerina bianca Ballerina gialla Calandro Fringuello Verdone Cardellino Fanello Verzellino Zigolo nero Strillozzo
Monitoraggio uccelli acquatici svernanti 2023
![](https://www.asoim.org/wp-content/uploads/2024/10/Lago_Matese_Claudio_Labriola_4166_2500-1024x683.jpg)
Si è concluso il monitoraggio degli uccelli acquatici svernanti in Campania svoltosi nel mese di gennaio 2023. Ancora una volta i risultati sono lusinghieri per ciò che concerne lo sforzo organizzativo e l’impegno dei soci, a dimostrazione del livello ormai raggiunto dall’ASOIM in termini di copertura del territorio, di qualità dei soci e di passione per quello che si sta facendo. I numeri parlano da soli. 35 rilevatori hanno effettuato 91 sopralluoghi in 70 località (il numero più alto degli ultimi 17 anni!), rilevando 79 specie e un totale di 25703 esemplari. Come ogni anno illustriamo di seguito il rendiconto del numero di esemplari censiti in Campania per ciascuna specie e per provincia. Il dato totale del 2023 inoltre è confrontato con i totali del biennio precedente. Vi invitiamo a prenderne visione. Download documento Sono tanti gli spunti che se ne possono ricavare, peraltro va detto che per la provincia di Caserta il censimento di quest’anno è stato il ventesimo, avendo iniziato a monitorare le zone umide di quella provincia nel 2003, mentre è il diciassettesimo per il resto della Campania. La Provincia di Caserta, del resto, ospita le zone umide più estese e ricche di biodiversità della Regione. Soffermandoci solo ad un esame della check-list e del confronto con i dati del biennio precedente si possono fare alcune considerazioni. Un gruppo di specie è risultato numericamente alquanto stabile nel confronto con il biennio precedente. È il caso, in particolare, di Volpoca, Canapiglia, Alzavola, Mestolone, Tuffetto, Svasso maggiore, Folaga, Pavoncella. Per la Folaga, però, va detto che suscita una certa impressione l’assenza di dati dalla provincia di Salerno. Territori in cui abitualmente la osservavamo – il Sele, l’Alento, Velina e diversi bacini artificiali – quest’anno sono risultati vuoti per questa specie. Davvero strano e preoccupante. In diminuzione, anche forte, sono risultati il Codone, la Moretta tabaccata e lo Svasso piccolo. Rispetto al biennio precedente un calo lo si registra anche per Germano reale, Moretta comune. Continua, lento ma inarrestabile il calo del Moriglione. Il calo della Folaga, che anche se leggero comunque c’è, in parte è da attribuire allo 0 registrato in provincia di Salerno, ma non può essere la sola giustificazione; sono alcuni anni, infatti, che il numero di esemplari censiti si mantiene sotto la media. Potrebbe essere dovuto ad un calo dei contingenti svernanti in seguito al cambiamento climatico? Sarebbe interessante conoscere i dati nazionali italiani ma anche dei paesi dell’est Europa da dove provengono le Folaghe svernanti. Cala anche l’Airone bianco maggiore, ma se si colloca il dato nel contesto della serie storica, il basso numero di esemplari di quest’anno sembrerebbe rientrare in una periodicità della popolazione svernante nella nostra Regione. Un incremento nei contingenti svernanti lo fanno registrare invece il Fischione, il Marangone minore, l’Airone cenerino, il Piviere dorato, la Pivieressa (addirittura non osservata nei due anni precedenti e le poche volte in cui la si è incontrata in questi anni a gennaio è stato sempre con numeri inferiori a 10), il Piovanello tridattilo, il Gabbiano reale, il Gabbiano corallino, il Beccapesci e il Martin pescatore. Un incremento lo si registra anche per il Cormorano, sebbene per questa specie è necessario verificare anche i dati degli esemplari contati al dormitorio. Quest’anno abbiamo controllato 12 località, riscontrando 11 dormitori, con quello della Diga dell’Alento che ha fatto registrare ben 575 esemplari. Ebbene il numero complessivo dei Cormorani svernanti ai dormitori quest’anno è stato di 1624 esemplari, più alto dei censimenti del 2021 e 2022, ma inferiore a quello del 2020. In aumento rispetto agli anni precedenti anche le Spatole e i Cavalieri d’Italia. Interessanti, infine, le osservazioni di diverse specie provenienti dalle latitudini più settentrionali dell’Oceano Atlantico registrate quest’anno: Orco marino, Orchetto marino, Smergo minore, Strolaga minore, Strolaga mezzana, Labbo, Stercorario mezzano, Gazza marina. Potrebbe essere dovuto al vortice freddo e violento verificatosi nel Nord Atlantico a fine 2022? Per alcune specie, infine, la segnalazione di quest’anno risulta essere la prima nei 17 anni di monitoraggi condotti a gennaio. È il caso di Strolaga minore, Gazza marina, Voltapietre, Marangone dal ciuffo, Ibis sacro, Beccaccia di mare, Gabbiano tridattilo. Tende all’incremento costante, anno dopo anno, invece la gioia e il divertimento dello stare insieme in natura a godere della bellezza degli animali e dei paesaggi, ma anche della condivisione della passione e dell’amore per la natura con tanti amici. Infine è doveroso un sentito ringraziamento a chi ci ha permesso di accedere alle località da loro gestite: l’ingegnere Andre Cicero di ENEL GREEN POWER ITALIA, Mario Caniglia dell’Associazione Pianeta Terra e il dr. Giovanni Sabatino Presidente dell’Ente Riserve Foce Volturno, Licola e Lago Falciano. Maurizio FraissinetPresidente dell’ASOIM Elenco dei partecipanti ai rilevamenti di gennaio 2023: Gerardo Bianco Beatrice Bigu Joseph Bourget Roberto Braibanti Marcello Bruschini Annamaria Cafieri Camillo Campolongo Mario Caniglia Lorenzo Caputo Ermanno De Pisi Olimpia De Simone Giuseppe De Martino Anna Digilio Lucio Dinacci Bruno Dovere Francesca Elicio Diego Errico Elio Esse Giuseppe Farace Maurizio Fraissinet Claudio Labriola Rossella Lanzieri Patrizia Loffredo Vincenzo Mancini Danila Mastronardi Alessandro Motta Luca Nelisio Gianluca Nunziata Rega Valeria Siniscalchi Andrea Sorrentino Sergio Tanga Filippo Tatino Costantino Tedeschi Marilena Terminio Alessio Usai
Comunicato Stampa Gabbiano Reale
![](https://www.asoim.org/wp-content/uploads/2023/02/Portici_Granatello_2019_Maurizio_Fraissinet-1024x683.jpg)
Oggi penso sia stata una giornata importante per l’ornitologia. La Commissione Salute e Verde, presieduta dalla dr.ssa Fiorella Saggese, anch’essa zoologa, mi ha invitato per parlare ai componenti della commissione del problema del Gabbiano reale in città e di come prevenire nidificazioni sgradite in maniera incruenta. È questo infatti il momento dell’anno in cui occorre intervenire con vari metodi che l’ASOIM suggerisce Si è anche parlato dei monumenti vivi e del pannello, realizzato da Claudio Labriola, sugli uccelli che frequentano il Maschio Angioino. Ringrazio anche la socia ASOIM Susy Romano per aver lavorato con me alla realizzazione di questa iniziativa. Maurizio Fraissinet Gabbiano Reale – Foto Maurizio Fraissinet Di seguito il comunicato stampa dell’ufficio stampa del Comune di Napoli. “La commissione Salute e Verde, presieduta da Fiorella Saggese, ha incontrato Maurizio Fraissinet, ornitologo esperto di inurbamento dei gabbiani reali. Si tratta di un fenomeno in rapida espansione e di portata globale, ha spiegato Frassinet. Negli ultimi 20 anni sono sempre più numerose le città interessate e il numero di coppie che nidificano in città è aumentato in maniera esponenziale. A Napoli la nidificazione interessa ormai non solo le aree costiere, naturalmente investite dal fenomeno, ma anche quartieri interni, come Secondigliano, Scampia, San Pietro a Patierno. I gabbiani che nidificano in aree prettamente urbane godono di una serie di vantaggi: temperature più elevate, meno predatori, più disponibilità di cibo. I gabbiani “urbani” si dividono tra tetti in tegola, tetti in cemento, terrazzi e cornicioni, generando una serie di problemi di convivenza con gli esseri umani. È necessario quindi adottare alcune pratiche per evitare l’ulteriore aumento della popolazione di gabbiani nelle zone urbane, ha continuato Fraissinet, in particolare nei mesi di febbraio e marzo quando costruiscono i loro nidi. In primo luogo, bisogna prevedere il prelevamento dei rifiuti organici prodotti da pescherie, macellerie, mercati a chiusura di esercizio, per evitare che i gabbiani possano cibarsi degli scarti di lavorazione. Invitare poi i cittadini che possiedono terrazzi o balconi a frequentare queste aree esterne in modo tale che i gabbiani, notando la presenza umana, scelgano altre aree per nidificare. Infine, disporre nelle medesime aree dei fili di nylon, perfettamente sicuri per i volatili, a circa 2,5 metri di altezza e distanti circa 1,5 metri, in modo da impedire ai gabbiani di posarsi e costruire il nido. Fraissinet, in qualità di presidente dell’Associazione Studi Ornitologici Italia Meridionale (ASOIM), ha espresso poi la volontà di donare al Comune un pannello informativo per gli amanti di birdwatching da installare nel cortile del Maschio Angioino con le numerose specie che nidificano nel castello, nell’ambito del progetto europeo “Monumenti Vivi”, che prevede di fornire informazioni a cittadini e turisti sulle specie di uccelli selvatici che “abitano” i monumenti delle città. A questo riguardo, la presidente Saggese ha annunciato la volontà della Commissione Salute e Verde, in accordo con la Commissione Cultura, di proporre nel prossimo consiglio un ordine del giorno affinché il pannello informativo sia a stretto giro posizionato nel Maschio Angioino.”
Ciao Stefano
![](https://www.asoim.org/wp-content/uploads/2023/02/Stefano_Piciocchi.jpg)
Stefano Piciocchi (*1940 – †2023) Stefano Piciocchi è stato un protagonista indiscusso della educazione ambientale, dell’ornitologia e della conservazione della natura in Campania. Laureato in legge e impiegato nel settore assicurativo, ha iniziato l’impegno ambientalista nella LIPU, nel ruolo di delegato per la provincia di Napoli. Si fece notare per l’impegno costante e spesso innovativo per il periodo. È stato, in pratica, il primo ad organizzare un corso di bird-watching in Campania, e stiamo parlando della prima metà degli anni ’80. Da quel corso, e dalla frequentazione dei tanti giovani che riuscì a coinvolgere, sono uscite figure importanti dell’attuale establishment nazionale della LIPU. Successivamente transitò nelle fila del WWF organizzando un gruppo attivo a Marano di Napoli, la città in cui risiedeva, e anche in questo caso da quel gruppo sono uscite figure dell’ambientalismo e dell’ornitologia. Si dedicò all’educazione ambientale e divenne ben presto il punto di riferimento sia di quei genitori che intendevano iscrivere i loro figli ai campi avventura che il WWF organizzava in estate nel Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise, sia degli insegnanti delle scuole della Provincia di Napoli che intendevano organizzare visite scolastiche in aree naturali. Era molto richiesto perché aveva una straordinaria capacità di comunicare le bellezze della natura, che suscitavano nei ragazzi interesse e attenzione. Aveva una conoscenza delle scienze naturali notevole per cui era in grado di soddisfare le curiosità dei partecipanti alle escursioni. Sapeva riconoscere non solo gli uccelli o le tracce dei mammiferi e degli insetti, ma anche le piante per cui sbalordiva tutti per la rapidità con cui rispondeva alla domanda “che pianta è?”. Andato in pensione si dedicò quotidianamente alla Riserva Naturale del WWF del Cratere degli Astroni, divenendo in breve tempo il referente per le visite guidate e per il monitoraggio della fauna. A metà degli anni ’80 entrò in contatto con il gruppo di giovani ornitologi che si radunavano intorno alla figura del prof. Mario Milone dell’Università Federico II di Napoli e cominciò a collaborare con le ricerche di campo avviate dal professore. Fu tra i fondatori dell’ASOIM nel 1986 e da allora ha operato nell’Associazione, dividendo il suo tempo tra l’ASOIM e il WWF nel Cratere degli Astroni. Nell’ASOIM è stato ininterrottamente membro del Consiglio Direttivo fino al 2021, allorquando decise di farsi da parte per fare spazio alle nuove generazioni e accettò di rivestire la carica di Presidente Onorario. È stato anche Presidente dell’ASOIM per alcuni anni. Ha fornito un contributo ineguagliabile alla conoscenza dell’ornitologica campana, partecipando a tutte le campagne di monitoraggio realizzate in questi 37 anni. Il suo apporto è stato fondamentale per portare a termine i vari atlanti ornitologici pubblicati dall’Associazione, per le ricerche sui rapaci, sugli uccelli acquatici. È autore di molte pubblicazioni scientifiche dell’ASOIM. Aveva inoltre una particolare passione per i viaggi: ne ha fatti tanti e davvero interessanti. È stato spesso in India, ma anche sull’Himalaya, in Etiopia, in Niger, in Mali e molti altri paesi africani. In diverse occasioni i soci ASOIM e non solo sono rimasti affascinati dai suoi resoconti di viaggio, dove metteva particolare attenzione nello studio delle etnie locali, avvicinandosi ad esse con rispetto, umiltà e curiosità. Tutti coloro che l’hanno conosciuto e frequentato in questi anni si ritrovano nel definirlo una bella persona e riconoscono di essere stati fortunati a incontrarlo. Maurizio Fraissinet
Il fantastico 2022 dell’ASOIM
![](https://www.asoim.org/wp-content/uploads/2022/12/02_Atlante_Regionale_Oasi_WWF_Serre-Persano-1024x683.jpeg)
Cari amici, il 2022 è passato veloce. Quando hai la sensazione che il tempo, in questo caso un intero anno, passi velocemente vuol dire che sei stato preso da così tanti impegni che non ti sei accorto dello scorrere dei mesi. Ed è proprio questo che è successo a noi dell’ASOIM quest’anno. Abbiamo iniziato con le uscite per il monitoraggio degli uccelli acquatici svernanti. Nel periodo compreso tra il 3 e il 23 gennaio abbiamo effettuato 81 spedizioni, che hanno coinvolto 37 partecipanti, che hanno visitato 61 località, censendo 25430 uccelli acquatici appartenenti a 65 specie. In questo contesto, poi, domenica 9 gennaio abbiamo organizzato la “contemporanea”: 32 appassionati hanno visitato, nella sola giornata di domenica, 35 località campane, censendo 54 specie, per un conteggio contemporaneo finalizzato ad evitare doppi conteggi di animali in spostamento da una zona umida ad un’altra. Un lavoro enorme, reso più gravoso per alcune assenze per COVID, che però abbiamo affrontato divertendoci e godendo del piacere di stare insieme in campo. Monitoraggio uccelli acquatici svernanti sul Lago Matese – 9 gennaio 202 Dallo svernamento alla migrazione primaverile il passo è breve e subito ci si ritrova ad inanellare i primi migratori primaverili nella nostra stazione di inanellamento ai Variconi, nella Riserva Naturale Regionale Foce Volturno – Costa di Licola, e a fare le prime uscite per il Progetto che ci vede impegnati nella realizzazione del Nuovo Atlante degli Uccelli Nidificanti in Campania. Dopo uno studio di fattibilità condotto per gli anni precedenti, abbiamo deciso di cimentarci nell’impresa, consapevoli delle difficoltà e complessità. Abbiamo adottato una griglia composta da 181 quadranti UTM di 10 Km di lato e abbiamo chiesto un grande aiuto alla collaborazione attraverso i social ai tanti Citizen Science potenziali. Al termine della prima stagione di rilevamento possiamo considerarci più che soddisfatti: 63 persone hanno raccolto dati in campo producendo 363 schede e 4918 dati. Ci siamo poi incontrati il 12 novembre presso il centro visite dell’Oasi WWF di Serre – Persano per far il punto sullo stato della ricerca e pianificare le uscite per la prossima stagione riproduttiva. Ogni uscita è stata una bella avventura, ha avuto il suo fascino e ci ha arricchiti, non solo di dati ma anche di bei momenti vissuti a contatto con la natura e gli animali selvatici. Il gruppo di partecipanti alla riunione sull’Atlante regionale presso il Centro Visite dell’Oasi WWF di Serre – Persano 12 novembre 2022 Il giorno 1 maggio 2022 si è svolta nella bella cornice naturale dell’Oasi WWF del Lago di Campolattaro (BN) l’annuale assemblea dei soci dell’ASOIM. Abbiamo vissuto una splendida giornata di sole, con una gradevole temperatura primaverile, allietata anche dall’ospitalità dei bravissimi volontari del WWF che gestiscono l’Oasi. È stata anche l’occasione per godere delle tante bellezze che si possono ammirare nell’area: la biodiversità dell’Oasi, l’incantevole paesaggio delle colline sannite, il fantastico Orto Botanico del Sannio gestito a Campolattaro dal socio ASOIM Vincenzo Mancini. Per non dire poi del sempre bel momento conviviale rappresentato dal pranzo sociale, allestito dagli instancabili soci del WWF che ci hanno fatto gustare specialità sannite. Tra le tante cose si è parlato anche delle iniziative nell’ambito delle campagne “Chi tene o Mare” del Coordinamento Tutela Mare e ”Urban Nature” del WWF Italia, curate da Marcello Bruschini, dei risultati conseguiti in 25 anni di monitoraggio dei dormitori invernali di Cormorano in Campania, della iniziativa delle cassette nido per la Ghiandaia marina in Provincia di Caserta. Non è stata solo un’Assemblea dei Soci, ma anche una bellissima giornata, merito anche dei soci WWF Camillo Campolongo (che è anche nostro socio), Luca, Luigia, Mario, Mina, Sabatino, Stella, Vincenzo… e delle Volpi che si sono fatte ammirare in tutta la loro bellezza nei pressi del Centro Visite. Partecipanti all’Assemblea dei soci, fuori al Centro Visite dell’Oasi WWF di Campolattaro. 1 maggio 2022 Oltre alle uscite in campo per i rilevamenti dell’Atlante ornitologico regionale siamo stati impegnati, come ogni anno, anche per seguire la riproduzione della Ghiandaia marina (che quest’anno è stata monitorata anche con l’aiuto delle fototrappole), del Gabbiano corso, della Cicogna nera, dei lanidi, degli aironi, dei Comorani e tanto altro ancora. L’11 giugno il Presidente è stato invitato a tenere una conferenza presso l’auditorium del Museo di Capodimonte a chiusura della settima edizione napoletana dall’Animal Day, che ha visto tra gli organizzatori anche la nostra socia Susy Romano. Il titolo della conferenza è stato “La vita degli uccelli selvatici in città. La biodiversità animale nei centri urbani”. Il 18 e 19 giugno abbiamo vissuto il nostro 13° Night and Day, che questa volta si è svolto sui Monti della Maddalena, la catena montuosa, poco esplorata, posta in provincia di Salerno e che separa la Campania dalla Basilicata. E’ stato un evento fantastico che ha visto la partecipazione di 16 rilevatori che hanno esplorato un territorio bellissimo e selvaggio, registrando la presenza di 76 specie con un totale di 495 dati raccolti. I partecipanti del XIII Night and Day, sui Monti della Maddalena. Padula, 19 giugno 2022 Tra la fine della primavera e l’inizio dell’estate ci siamo impegnati nella battaglia per contrastare il concerto di Jovanotti sul litorale domitio, una battaglia che ha riscosso una forte adesione da parte dell’opinione pubblica. In piena estate invece, nella mattina di martedì 26 luglio, presso il bellissimo salone dei busti del complesso monumentale di Castel Capuano, alla presenza del generale di brigata Ciro Lungo, Comandante della Regione Carabinieri Forestali della Campania, abbiamo presentato il “Decalogo dei comportamenti da evitare nelle aree naturali protette”. Uno strumento conoscitivo per educare e sensibilizzare al rispetto della natura dei parchi e delle riserve presenti sul territorio campano, che vengono troppo spesso aggrediti da visitatori insensibili alle bellezze della natura e che quindi fanno danni alla biodiversità, ma anche a chi, invece, vuole recarsi in natura per goderne le bellezze. Il decalogo elenca i comportamenti scorretti e dannosi e, nel contempo, illustra i motivi per cui tali comportamenti possono arrecare danno alla fauna e
Calendario ASOIM 2023
![](https://www.asoim.org/wp-content/uploads/2022/12/ASOIM_Calendario_2023.jpg)
L’ASOIM è lieta di presentare il Calendario 2023 realizzato con le foto dei Soci e in collaborazione con l’AFNI Campania. Qui è possibile scaricare una copia in formato PDF
Cerambice della quercia nella Villa comunale
![](https://www.asoim.org/wp-content/uploads/2022/10/Locandina-Cerambice-asoim-725x1024.jpg)
La nostra giovane socia Rossella Lanzieri, laureata in scienze naturali, ha scoperto che nei Giardini di Villa Doria (Villa Comunale) del Comune di Angri (SA) si è stabilita una piccola popolazione di Cerambice della quercia (Cerambyx cerdo Linnaeus, 1758). Hanno trovato lì l’habitat idoneo costituito da alcuni dei secolari Lecci (Quercus ilex L., 1753) presenti dal 1796, messi a dimora quando il Principe Marcantonio Doria chiese all’architetto Pompeo Schiantarelli di trasformare il Parco Medievale in un incantevole giardino chiamato il “Giardino delle Delizie”. Durante i monitoraggi fatti in questi ultimi quattro anni Rossella ha riscontrato che la popolazione è in declino e che oltre alle già conosciute minacce (perdita dell’habitat, pesticidi, moderne pratiche selvicolturali) gli esemplari vengono uccisi perché scambiati per Blatte (ordine differente, Blattoidea) o perché si è spaventati dalle loro dimensioni e dal loro aspetto pensando che possano essere velenosi o pericolosi. Rossella ha portato a conoscenza l’amministrazione comunale di Angri della presenza della specie e delle minacce ad essa collegate, e questa già dallo scorso anno ha messo in atto delle strategie di conservazione evitando la disinfestazione nelle aree limitrofe alla Villa Comunale. Quest’anno l’A.S.O.I.M. (Associazione Studi Ornitologici Italia Meridionale) ha ottenuto dal Comune il patrocinio morale per il Progetto “Tutela della popolazione di Cerambice della quercia (Cerambyx cerdo) all’interno dei Giardini di Villa Doria” con l’obiettivo della corretta informazione e dell’educazione dei cittadini, di ogni età, al rispetto per la natura e per ogni forma di vita. È stato quindi realizzato e messo a disposizione gratuitamente dal nostro socio Claudio Labriola un pannello illustrativo da apporre in almeno tre punti del Parco urbano. Stamane i pannelli sono stati collocati nella villa, sebbene non secondo le indicazioni tecniche dell’ASOIM. C’è ancora da lavorare, ma di certo abbiamo fatto davvero una cosa probabilmente unica in Italia e che ci inorgoglisce come Associazione. Un grande grazie a Rossella e a Claudio per quello che sono riusciti a fare. Bravissimi. La speranza ora è che si continui su questa strada, monitorando la popolazione, educando i cittadini e, perché no, estendendo tale pratica ad altri comuni che potrebbero ospitare popolazioni di specie rare di invertebrati sul loro territorio. L’ASOIM se non ci fosse andrebbe inventata Maurizio Fraissinet
Presentazione “Decalogo dei comportamenti da evitare nelle aree naturali protette” – Carabinieri Forestali – ASOIM
![](https://www.asoim.org/wp-content/uploads/2022/07/Carabinieri_Forestali_ASOIM_Castel_Capuano_Napoli_Decalogo_1500a-1024x682.jpg)
La mattina di giovedì 26 luglio presso il bellissimo salone dei busti del complesso monumentale di Castel Capuano a Napoli il generale di brigata Ciro Lungo, Comandante della Regione Carabinieri Forestali della Campania, e il prof. Maurizio Fraissinet, Presidente dell’Associazione Studi Ornitologici Italia Meridionale – ASOIM, hanno presentato un “Decalogo dei comportamenti da evitare nelle aree naturali protette”. Uno strumento conoscitivo per educare e sensibilizzare al rispetto della natura dei parchi e delle riserve presenti sul territorio campano, che vengono troppo spesso aggrediti da visitatori insensibili alle bellezze della natura e che quindi fanno danni alla biodiversità, ma anche a chi, invece, vuole recarsi in natura per goderne le bellezze. Il decalogo elenca i comportamenti scorretti e dannosi e, nel contempo, illustra i motivi per cui tali comportamenti possono arrecare danno alla fauna e alla flora selvatica, nonché le norme di legge che li vietano o li regolamentano. Il decalogo è stato presentato in una sala gremita nella quale sedevano i vertici regionali dell’Arma dei Carabinieri, rappresentanti della Guardia di Finanza, della Polizia Metropolitana, dei Vigili del Fuoco, il Presidente del Tribunale di Napoli, magistrati, rappresentanti della Associazioni ambientaliste, presidenti e direttori delle aree naturali protette, docenti universitari. Moderatore del dibattito è stato Ottavio Lucarelli, presidente dell’Ordine dei Giornalisti della Campania. Hanno preso la parola il Generale di Corpo d’Armata Andrea Rispoli, comandante interregionale Carabinieri Ogaden, la dr.ssa Elisabetta Garzo, presidente del Tribunale di Napoli, il dr. Pier Paolo Filippelli, Procuratore aggiunto, il dr. Paolo Mancuso, assessore all’ambiente del comune di Napoli, la dr. Rosa Marmo della Regione Campania, i prof. Domenico Fulgione e Antonio Saracino, dell’Università Federico II di Napoli, il prof. Camillo Campolongo del WWF, il dr. Agostino Casillo, presidente del PN del Vesuvio e il dr. Costantino Caturano, presidente del Parco Regionale del Taburno Camposauro, a nome dei presidenti degli enti parco regionali. I vari interventi e il dibattito, oltre che l’illustrazione del decalogo da parte del Generale Lungo e del Prof. Fraissinet, hanno dato vita ad un interessante e proficuo dibattito sulle aree naturali protette e la difesa della natura, intesa anche come bene morale da tutelare. Al termine della manifestazione è stato distribuito il decalogo ai comandi stazione dei CC forestali e alle aree naturali protette. Una copia del Decalogo può essere scaricato cliccando sul pulsante di seguito. Servizio TGR Campania
Il Nuovo Atlante degli Uccelli Nidificanti in Campania a cura dell’ASOIM
![](https://www.asoim.org/wp-content/uploads/2024/10/atlante.jpeg)
Ischia – Foto Maurizio Fraissinet Cosa è un Atlante biologico L’atlante biologico è un metodo di rappresentazione cartografica della distribuzione, rilevata in un determinato periodo, di una singola specie o di una categoria sistematica, sia essa vegetale o animale (Fraissinet, 1995). Lo studio della distribuzione della fauna e della flora in un determinato territorio attraverso l’uso della rappresentazione cartografica, soprattutto se realizzata usando una griglia composta da quadranti di uguale superficie, e conoscendo l’arco temporale in cui è stata effettuata la raccolta standardizzata dei dati su campo, consente una interessante serie di analisi: conoscenza degli areali delle specie; possibilità di identificare aree con maggiore ricchezza di specie, biodiversità, endemismi; comprendere i motivi ecologici alla base delle distribuzioni e poterne ipotizzare le dinamiche future; monitorare e analizzare gli andamenti; comparare la distribuzione della specie con le caratteristiche geografiche ed ecologiche del territorio in cui essa è presente. È anche possibile, ripetendo ciclicamente le rilevazioni a distanza di tempo, appurare eventuali variazioni nelle presenze e/o nelle distribuzioni, ed ipotizzarne le cause correlandole alle variazioni apportate al territorio stesso e/o agli ecosistemi dalle attività antropiche (Fraissinet, 1995; Gibbons et al., 2007). Il metodo di campionamento e l’utilizzo di una griglia geometricamente precisa consentono anche elaborazioni ed analisi statistiche sulle distribuzioni. L’atlante biologico rappresenta quindi una buona metodologia di ricerca per contribuire alla conoscenza delle distribuzioni animali e vegetali, delle modalità e dei tempi con i quali le specie occupano nuovi areali, nonché delle variazioni nella composizione in specie delle comunità biologiche in funzione dei cambiamenti che subisce il territorio, il clima, ecc. È quindi anche uno strumento di grande efficacia per valutare i processi di pianificazione territoriale impostati su di una corretta conoscenza degli ecosistemi, le politiche di conservazione della natura, la “misurazione” delle condizioni ecologiche e naturali di un territorio mediante indicatori ambientali. Le conoscenze acquisite, infatti, consentono di operare, ad una determinata scala territoriale, una corretta pianificazione del territorio attenta alla conservazione della natura, evitando o mitigando gli impatti ambientali. L’atlante biologico fornisce anche la possibilità, con la ripetizione del progetto in periodi successivi e mantenendo inalterati i metodi, di effettuare confronti a distanza di tempo sulla situazione territoriale. La possibilità di confrontare ad intervalli temporali le distribuzioni faunistiche e floristiche, nonché i valori di densità e gli indici di comunità se rilevati, consente la comprensione delle cause ecologiche e antropiche in grado di alterare, modificare, indirizzare la distribuzione, ma anche la comparsa o la scomparsa, delle singole specie sul territorio o degli equilibri dinamici all’interno delle comunità. Gabbiano Corso – Foto Silvia Fraissinet Gli Atlanti ornitologici Il primo Atlante biologico ad essere pubblicato è stato un atlante ornitologico, sebbene limitato ad una trentina di specie e ad una griglia cartografica costituita da quadranti di 25 chilometri di lato. Lo pubblicò Norris nel 1960 su Bird Study (Norris, 1960). Pochi anni dopo fu pubblicato, sempre nel Regno Unito, l’Atlante delle piante in Gran Bretagna e in Irlanda (Perring & Walters, 1962). Da allora sono stati prodotti nel mondo numerosissimi atlanti su diversi taxa vegetali e animali. Tra questi ultimi la categoria sistematica più studiata è quella degli Uccelli. Gibbons e collaboratori nel 2007 contarono 411 atlanti ornitologici pubblicati in 50 paesi di tutto il mondo (Gibbons et al., 2007). Il motivo di ciò si spiega con la facilità di osservazione e semplicità di riconoscimento, in modo da poter coinvolgere anche gli appassionati di bird-watching e i cosiddetti ”citizen science”, e l’elevata sensibilità alle modificazioni dell’ambiente delle specie di questa classe animale, tanto che gli Uccelli sono comunemente considerati ottimi indicatori biologici. L’Italia è il paese che ha pubblicato finora il maggior numero di atlanti ornitologici: 171 atlanti pubblicati o parzialmente pubblicati al 2016 (Fraissinet, 2017; 2021). In particolare, il nostro paese si distingue per un elevato numero di atlanti locali: regionali, provinciali, urbani, aree naturali protette, territori a valenza geografica. Il nuovo Atlante degli uccelli nidificanti in Campania Il primo Atlante degli uccelli nidificanti in Campania, pubblicato nel 1989, si riferisce al periodo 1983 – 1987 ed è stato il terzo atlante regionale ad essere pubblicato in Italia (Fraissinet e Kalby, 1989). Successivamente, nel 1999, è stato pubblicato anche l’Atlante degli uccelli svernanti in Campania, riferito al periodo compreso tra la stagione invernale 1989/90 e la stagione invernale 1994/1995 (Milone, 1999). Il primo Atlante degli uccelli nidificanti in Campania. Monografia n.1 dell’ASOIM.Copertina di Antonio Lubrano Lavadera Atlante degli Uccelli svernanti in CampaniaMonografia n.6 dell’ASOIM.Copertina di Domenico Fulgione A distanza di 33 anni dal primo Atlante degli uccelli nidificanti si rende necessario e non più prorogabile ripetere la ricerca e realizzare quindi un nuovo Atlante degli uccelli nidificanti in Campania. A tal fine l’ASOIM ha condotto uno studio preliminare di fattibilità per verificare la sussistenza delle condizioni per poterlo organizzare. Avuto un riscontro positivo ha deciso quindi di avviare il progetto dalla stagione riproduttiva del 2022, prevedendo una durata di cinque anni. Logo del progetto Organizzazione e metodi È stata predisposta una griglia di 168 quadranti che sarà utilizzata per la visualizzazione dei dati (Fig.1). Fig. 1 – Griglia di quadranti UTM di 1 KM di lato sovrapposta al territorio della Regione Campania Ciascun quadrante ha un codice alfanumerico: B6, C4, E9, P10, ecc. Per l’individuazione dei singoli quadranti è stato predisposto un file .KML della griglia che, mediante il software Google Earth, consente di venire immediatamente a conoscenza di quale sia il quadrante in cui si sono effettuate le osservazioni, al fine di indicarlo correttamente nelle schede. Per poter aprire la griglia .KML non è necessario aver scaricato sul proprio dispositivo Google Earth. È sufficiente scaricare il file della griglia (“Griglia Atlante Regionale ASOIM (Scarica la Griglia)”), andare sul sito web Google Earth web e seguire le istruzioni riportate nel foglio (Istruzioni) Nelle schede è preferibile indicare le coordinate delle osservazioni nei formati “gradi decimali”, oppure “gradi, minuti, secondi”. Per es. le coordinate della sede ASOIM (sita in via Cavalli di Bronzo 95, San Giorgio a Cremano) sono: 40.828574°N-14.341008°E oppure 40°49’42″N-14°20’27″E. Se non sapete come trovare le coordinate su